Montalbano Elicona: Sulle tracce di Federico II , dal Duomo al Castello

castello federico II

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Si è svolto ieri 29 maggio 2017 l’EDUCATIONAL TOUR, previsto dal progetto “DAI TINDARIDI ALLA MADONNA NERA – STORIA FEDE E LEGGENDE SUI NEBRODI che ha visto protagonisti i Comuni di  Montalbano Elicona (ME),   S. Piero Patti (ME), Librizzi.

Montalbano Elicona 29 maggio 2017

Montalbano Elicona potrebbe essere l’Helikon edificata tra l’VIII e il VII secolo a.C., nucleo abitato il cui nome sarebbe un riferimento al greco monte delle muse. Molto studiosi, però, ritengono che la leggendaria – e siciliana – città di Abakainon non sia stato un solo centro abitato, bensì un insieme di nuclei di una stessa popolazione, e a questa antica civiltà bisognerebbe ricondurre la nascita di Montalbano, oggi uno dei borghi medievali più belli d’Italia.
Le prime testimonianze storiche, e in qualche modo turistiche, di Montalbano ce le lascia il geografo arabo Edrisi (XII secolo) che nel Libro di Re Ruggero scrive: “La rocca di Montalbano, posta in mezzo ad alte montagne, è aspra assai a salirvi e a scendere. Non ha pari per l’abbondanza del bestiame, del miele e d’ogni altro prodotto agrario”.

Duomo di Santa Maria Assunta e San Nicolò Vescovo:

duomo di montalbano

Le origini del luogo di culto risalgono al IX – X secolo, costruzione ad unica navata e con diverso orientamento dedicata agli Santi Apostoli Pietro e Paolo, la cui edificazione è strettamente legata alle vicende del Castello di Montalbano Elicona. Con la parziale demolizione della primitiva rocca romana sulla quale si sono sedimentate le successive fortificazioni d’impronta bizantina, araba e successivamente ingrandita dai Nomanni, l’imperatore Federico II di Svevia impone un nuovo assetto politico e una diversa configurazione alla struttura urbanistica del centro Medievale. Alla primitiva “Cappella Reale”, identificabile come tricora o cuba di epoca bizantina, la Cappella Palatina della Santissima Trinità, corrisponde al di fuori delle mura di cinta, l’erigenda Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.

La prima documentazione scritta sulla Chiesa di San Nicola risale al primo decennio del XIV secolo, tratta da Rationes Decimarum di quel periodo.

Edificio ricostruito e ingrandito nel 1646 affiancando alla navata centrale le due navate laterali, le operazioni di ricostruzione determinano la modifica dell’orientamento. Il ribaltamento dell’asse ha consentito la realizzazione di uno scenografico prospetto posto alla sommità di una bella scalinata che ne amplifica l’imponenza. Il campanile, realizzato tra il 1665 – 1673, ne ammorbidisce la severità delle forme con la sua merlatura.

Elevata a Basilica Minore da Papa Giovanni Paolo II nel 1997.

Il Castello di Federico II :

il castello di montalbano

Edificato su preesistenze bizantine e arabe, il Castello è costituito in alto da un fortilizio normanno-svevo e in basso dal “palatium” fortificato svevo-aragonese. La parte superiore, una fortezza rettangolare, è chiusa all’estremità da due torri, una a pianta quadrata e l’altra, tipicamente sveva, a pianta pentagonale, con funzione di maschio. Al periodo svevo risale la muratura perimetrale merlata che rappresenta la configurazione difensiva “a saettiere” più importante e meglio conservata della Sicilia. Della fase angioina ci rimane la data del 1270 incisa nel rivestimento idraulico della cisterna grande.

Al re Federico II d’Aragona si deve invece la ricostruzione dell’edificio e la sua trasformazione da fortezza in “regiae aedes”, residenza reale per i soggiorni estivi (1302-08). Il sovrano fece aprire diciotto grandi finestre sui muri perimetrali al di sopra delle feritoie sveve e un numero considerevole di portali e porte. Grazie alla ristrutturazione operata dal re aragonese il castello di Montalbano è una delle opere più unitarie e armoniose del medioevo siciliano. L’elemento più straordinario dell’intero castello è la cappella reale di epoca bizantina, che custodirebbe secondo alcuni studiosi le spoglie di Arnaldo da Villanova, una delle figure più importanti del suo tempo, medico, alchimista e riformatore religioso in odore di eresia, morto nel 1310 e del quale sono attestate numerose presenze a Montalbano insieme al re Federico.


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