EXPO 2015: IL NATIONAL GEOGRAPHIC PRODOTTO DA TELEITALIA – PARTE 2A

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Vita, natura, rispetto, solidarietà, cibo, sviluppo: ma dagli slogan alla realtà, rimangono solo una serie di fotogrammi.

La pausa è durata un po’più del previsto a causa della cena al ristorante spagnolo: due bistecche ed una bottiglia di vino 104 euro. Siamo rimasti “di sasso” e rialzarsi non è stata impresa da poco.
Abbiamo avviato questo tour con i padiglioni che hanno in qualche modo compensato le lunghe ore di attesa. E, quindi, logica vuole che si apra questa seconda parte con il “percorso” più atteso: l’Italia.
Vi costringo prima a leggere altre quattro righe su quei padiglioni ( tranquilli, al ventesimo stand anche le mie gambe hanno ceduto) che ci hanno un po’ deluso. Cominciamo dalla Thailandia e il video proiettato sul solito megaschermo : un autoreferenziale omaggio al Re Rama IX ( al secolo Bhumibol Adulyadej, provate a pronunciarlo?) che governa il paese dal 9 giugno del 1946, e che si arrotola le maniche di camicia per sostenere ( a favore di telecamera) i contadini del suo Paese. A vedere le immagini, si pensa subito ad una sorta di Paradiso terrestre abitato da un popolo laborioso e coeso, avente come stella cometa il suo Re. In realtà, è una nazione che dal 1932, anno in cui è entrata in vigore la monarchia costituzionale e il potere militare, ha subito ben 19 colpi di stato. E da qui, si capisce perché lo slogan deI concept è : Servire un sogno !
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Ma le due delusioni maggiori sono arrivate dalle due potenze economiche mondiali, gli Stati Uniti e la Cina. I primi hanno creato un percorso su due piani , accompagnato da monitor dove venivano proiettate delle immagini secondo un nesso logico fuori da ogni logica. Il messaggio era: American Food 2.0: Uniti per Nutrire il Pianeta, la sostenibilità ottenuta attraverso la scienza, la tecnologia, l’innovazione e il libero scambio.” L’unica considerazione che mi è venuta da fare è che non sostituirò il mio piatto di spaghetti al sugo di pomodoro fresco e basilico col junk food (tipo una scatoletta di spaghetti brodosi al sugo?). Non male l’idea della “fattoria verticale”, ma pur spacciandola per tale, la pensata non è originale in quanto già in uso in Israele.

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L’ho appena accennato, l’Israele, altro video sulle capacità del popolo ebreo di utilizzare la tecnologia a favore della sostenibilità agroalimentare. Loro lo hanno chiamato “giardino verticale” ma il concetto è uguale: sfruttare l’innaffiamento a goccia a (dall’alto verso il basso su una parete verticale) e non a dispersione ( irrigazione tradizionale in orizzontale).

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E passiamo al colosso emergente: la Cina. “Prodotti, riso, grano, sono collocati in spazi, piani ed elementi che richiamano l’architettura tradizionale cinese. Le diverse aree espositive si chiamano Cielo,Terra, Uomo e Armonia. “ Lo scopo era allinearsi alla filosofia cinese che “l’uomo è parte integrante della natura.” Ma delle teche con una serie di riproduzioni in plastica dei tipici piatti cinesi, possono considerarsi espressione dello sviluppo sostenibile tanto proclamato dagli “occhi a mandorla”?  Di forte impatto il gioco di luci su tubi di vetro a suon di musica classica, ma pensavo di dover visitare un padiglione dedicato al “cibo per la vita”, non una fabbrica di vetri di Murano ( contraffatti).
A onor di cronaca, la struttura ad alveare del Padiglione del Regno Unito, ideata dall’artista Wolfgang Buttress, ha vinto il premio “Le Architetture dei padiglioni di Expo Milano 2015”. La visita rappresenta il volo di un’ape attraverso un frutteto, un prato fiorito fino al ritorno all’alveare, il tutto accompagnato dai rumori e dagli effetti visivi registrati in un vero alveare inglese.

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E visto che siamo appena usciti dalla Casa Reale Britannica, passatemi un minimo di inglese.
Last but no least: Il Bel Paese! L’Italia. La nostra bella Penisola! Tre ore e mezza di fila per i probi visitatori.
Tema della partecipazione “Vivaio Italia”. Ma capisco che avete già dedicato più del tempo necessario alla lettura e quindi vi invito a visitare il nostro sito anche domani. Credetemi, non mancheranno sorprese e nuovi stimoli. Intanto qualche foto per solleticare la vostra curiosità.

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Marisa Mirabile

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