Gioiosa Marea: Luciano ed i suoi angeli

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IMG-20150831-WA0000Parliamo tanto di disabilità, di fasce deboli e paradossalmente sono quelle delle quali ci occupiamo di meno.
Il diversamente abile ha bisogno di attenzioni e di tanto tanto impegno, affinché problematiche di tipo relazionale, affettive e sociali possano trovare una forma di sollievo.
Ma affinché ciò avvenga è necessario affidarsi a persone competenti, non necessariamente specialisti, ma uomini dediti con amore ai bisognosi, a coloro che hanno bisogno di cure e di tanta solidarietà.
Ma ci scontriamo, ahimè, ancora, contro un muro, un baluardo, che mette in serie difficoltà il progresso e la possibilità di inserimento sociale a larga misura.
Nel corso della storia occidentale l’uomo, nella ricerca della normalità e della perfezione, ha cercato di adeguarsi tenacemente ai canoni proposti dalla cultura dominante, respingendo le categorie di diversità fisica e mentale. L’analisi storica che proponiamo in questo studio parte dal presupposto che il concetto di disabilità debba tener conto del bagaglio di immagini che ha plasmato nel bene e nel male la cultura contemporanea, dando vita a stereotipi e stigmi che ancora oggi condizionano, a volte in maniera inconsapevole, le nostre interazioni sociali.
Come si puo’ non prendere in seria considerazione per loro la strada verso l’inclusione ?
La recente normativa sui Bisogni Educativi Speciali ha riacceso il dibattito pedagogico sui temi dell’inclusione.
Ed è proprio con suddetto articolo che ci si propone di effettuare una ricognizione delle tappe che hanno caratterizzato il percorso dell’integrazione e laddove non vi sono, magari provvedere.IMG-20150924-WA0001
Gioiosa Marea, lontana da istituire servizi di questa entità, punta su acclamazioni sociali, sicuramente induttive, quali la colonia, tralasciando strade solidali come quelli dell’handicap.
Ed ecco che, quando non si incontra l’interesse e la progettualità (vedi progetti per disabili da effettuare in piscina per citare un esempio)lo sguardo si rivolge alla società civile, all’operato sociale.
Le forze ” lavoro”, le forze motrici, proprio quelle legate al volontariato sono minime ahinoi.
Uno sguardo compiacente e di ringraziamento va dato a Rosario Carollo, Magda Costantino, Nino Costantino, Mariella Casamento e l’instancabile Franco Mollica Franco ( affettuosamente chiamato Franco Mancino), attenti a quelli che sono i problemi reali e sociali di un portatore di handicap, che non ha altra possibilità di svago, se non quella creata da questi eccellenti uomini di vita, perchè chi si dedica all’altro, senza chiedere nulla in cambio è uomo da lodare.
Volgere lo sguardo verso ” i figli di un Dio minore” è motivo non solo di sfida nei confronti di una società indifferente, ma vuole essere una possibilità.
Nella nostra realtà sociale, lo sguardo deve essere indirizzato a quanti non possono. Non possono perchè manca loro l’uso delle gambe, e questi, non sono più sfortunati di noi, ma sono coloro che ci insegnano a vivere, con dei messaggi chiave e senza pretese.
E noi cosa pretendiamo di più?
Prendiamo esempio da loro e da chi, con amore immenso…dona amore.
Un ringraziamento partiolare da cittadina gioiosana lo voglio fare a questa triade umana che, con spirito di abnegazione si dedica …regalando un grande sorriso.
Ed un sorriso, sappiamo tutti e’ impagabile, perché un sorriso donato con il cuore regala Tutto. Grazie.

Giuliana Scaffidi

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